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La famiglia Sensini

L'oro dei Sensini nel commercio.

Dal primo negozio nel corso al bar tabacchi in piazza De Maria, fino all'approdo in via Roma.
Non solo Alessandra: dal '900 la famiglia segna la storia di Grosseto.

La famiglia Sensini è sicuramente tra le più conosciute della Maremma. E non solo perché alla famiglia Sensini appartiene Alessandra, pluricampionessa olimpica e mondiale.
I Sensini, come commercianti, hanno caratterizzato la storia grossetana da più di un secolo. Giunsero in Maremma con Isaia, originario di Monte San Savino dove aveva sposato la signora Elisabetta e gestito un negozio tipo bazar. Agli inizi del '900 lasciò l'Aretino e si trasferì in Maremma, convinto che la terra "amara" si sarebbe riscattata. Si portò dietro la moglie e i due figlioletti, Goffredo classe 1891 e Imolo, nato nel 1893.

Imolo è il padre di Goffredo, detto Dedo, babbo di Alessandra, che ci ha fatto da guida attraverso la storia dei Sensini in Maremma, pochi mesi prima della sua improvvisa scomparsa.

"Nonno Isaia - raccontava Goffredo detto Dedo - aprì a Grosseto un negozio in Corso Carducci, allora Carlo Alberto, vicino alla premiata Cappelleria Bellaccini e davanti alla Salumeria Nieri e alla Camiceria Bonavia. Nel piccolo negozio di articoli vari, nonno Isaia riparava anche gli ombrelli. Tantissimi. Allora - scherzava Dedo - non c'erano i vu' cumprà che, alle prime gocce, tirano fuori ombrelli e ombrellini a 5 euro.

Nonno Isaia era anche un grande fumatore di sigaro e quando non c'era gente, quell'omone grasso e vistoso si piazzava a cavalcioni sulla seggiolina fuori dal negozio e fumava beato"

Isaia Sensini, che era nato nel 1869, morì nel 1948, nonna Elisabetta, classe 1876, ci lasciò nel 1947.

"Mio padre Imolo aprì il negozio a Grosseto nel 1927. Scelse Corso Carducci, in un fondo accanto alla Banca Toscana, la Teti, il bar della sora Viola, la Farmacia Billi e l'Evangelisti, davanti a dove era il negozio del Casini e ora c'è il bar tabacchi.

Quello di Imolo fu chiamato Bazar Maremmano. Mio padre vendeva di tutto e faceva anche da grossista per i tanti piccoli bazar che allora erano nei paesi. D'inverno, per riscaldare il negozio, c'era in fondo un caminetto dove si bruciavano paglia e legna. Pensare ai negozi e alle regole di oggi...

A Natale la bottega si riempiva di giocattoli ed era festa grande.

Tanti grossetani si ricordano ancora dei nostri giocattoli. Nel frattempo - proseguiva Dedo - mio zio Goffredo, mediatore agricolo, aveva aperto il bar tabacchi in piazza De Maria. Si era negli anni Trenta e la tabaccheria chiuse a metà anni '50, con la scomparsa di Goffredo. Nel 1934 morì mio padre Imolo. Aveva 41 anni e si era sposato con Maria Rosa Giabbani dalla quale ebbe quattro figli: Anna nel 1920, mio fratello Isaia nel 1927, l'altra sorella Blandina nel 1929 e Goffredo, io, classe 1932. Con la morte di babbo la gestione del negozio passò a mamma Maria Rosa e alla mia sorella Anna, la più grande. Tutti noi comunque aiutavamo a mandare avanti l'azienda".

Poi il racconto che commosse Dedo e che lo riguardava personalmente. Diciamo pure le cose che hanno cambiato la sua vita.

"Quando babbo Imolo morì - spiegava - prima di partire per Milano, dove doveva sottoporsi a un intervento operatorio in urologia, si raccomandò al fratello Goffredo di prendersi cura di me, il Goffredo piccolo, di tenermi praticamente con lui. Da allora sono sempre vissuto con mio zio Goffredo e mia zia Blandina Ciani, che non avevano figli. Io mi sono sempre considerato loro figlio e li chiamavo babbo e mamma perché loro mi hanno tenuto come un figlio. Goffredo è morto nel 1956, Blandina, che era nata nel 1895 è morta nel 1977.

Tutti e due, come i Sensini, riposano a Grosseto nel cimitero di Sterpeto. Ad avere due mamme - sorrideva Dedo - sono stato davvero fortunato, un privilegio che mi ha arricchito moltissimo".

Mamma Maria Rosa invece è morta nel 1997: aveva 104 anni, essendo nata nel 1893.

"Lei era una donna eccezionale, forte, risoluta: ha mandato avanti il Bazar Maremmano con Anna e anche gli altri figli che poi hanno preso strade diverse. Nel 1952 a gestire il Bazar c'ero anch'io. Venne spostato - raccontava Dedo - dai fondi che poi prese la Banca Toscana, in un locale accanto all'Hotel Giappone, vicinissimi all'amico Roberto Parronchi.

I grossetani ci chiamavano Dig-Dog e la Frusta, il periodico sferzante degli Universitari maremmani parlava di me e Roberto come dei "perdigiorno" che amavano frequentare i flipper del Gorrieri".

Da lì, nel 1992, il negozio, che non si chiamava più Bazar Maremmano, ma "Sensini" venne spostato in via Roma, dove è ancora. Cessò la vendita dei giocattoli e potenziò il settore regali e mobili.

"Io mi ero sposato con Maria Teresa Rabagli, dalla quale ho avuto quattro figlie: Eleonora e Irene che sono gemelle, Paola e Alessandra. Mia moglie ci ha lasciati la vigilia di Natale del 1986. Non ha avuto, come invece ho avuto io, la gioia di diventare nonna e di vivere questo stato fantastico per dei genitori".

Riprenderemo poi la storia della famiglia di Dedo-Goffredo. Ora vediamo quella degli altri fratelli.

"Anna, la maggiore, sposò il professor Fosco Fiornovelli (morto nel 1981) che, con il professor Metello Francini, fondò la Casa di Cura prima in via Gramsci (dove poi aprì l'Enpas, dopo il garage Mensi che ospita ora la Coop di via Ximenes), poi trasferita in via Don Minzoni.

Durante la guerra la palazzina, di proprietà della nostra famiglia, fu bombardata, squarciata da una bomba che esplose due giorni dopo e che non fece vittime ma solo danni ingentissimi. Anna ha avuto due figli, Paolo, medico ad Arezzo e Maria Antonietta che insegna lettere a Grosseto, dove mia sorella vive".

"Mio fratello Isaia è diventato un professore in otorinolaringoiatria e ha fatto a Siena la sua carriera universitaria. Ha sposato Elena Saletti, la figlia dell'avvocato Ezio, e ha tre figlie: Claudia, laureata in lettere, segretaria del Museo Santa Maria della Scala a Siena, Letizia, laureata in scienze politiche e manager di un'azienda senese e Cristiana, laureata in biologia, lavora all'Istituto di Biologia dell'Università di Siena. Vivono naturalmente nella città del Palio.

E infine Blandina che ha sposato il professor Guido Bertelli, morto nel 1999, figlio di Ruggero, famoso professore senese di anatomia. Ha avuto un figlio, Ruggero, docente universitario nella facoltà di Scienze della Comunicazione. Vive a Grosseto". Goffredo, l'amico Dedo, è scomparso il 20 aprile 2010.

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